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Roma è piena di angeli; questi sono presenti in moltissime rappresentazioni artistiche, su chiese, dipinti, sculture, tombe, castelli e palazzi. Ognuno può scegliere la tipologia di angelo che preferisce e farne la rappresentazione del proprio custode personale.

L’angelo di Sant’Andrea della Valle, chiesa dalla facciata barocca realizzata dall’architetto Carlo Rainaldi negli anni che vanno dal 1655 al 1665, portando a compimento i disegni di Carlo Maderno, è un caso speciale di angelo solitario. Guardando la facciata della chiesa, che si trova all’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Rinascimento, si può infatti notare che sospeso sul cornicione di sinistra si trova un angelo mentre sull’altro lato sulla destra appare uno spazio vuoto, facendo così apparire una evidente asimmetria. La scultura dell’angelo sembra sia opera di Ercole Ferrata, autore anche di alcune statue dei santi presenti sulla facciata, (anche se va detto che altri studiosi la attribuiscono al Fancelli). L’angelo è scolpito in un atteggiamento particolare, con un’ala protesa verso l’alto che sembra quasi appoggiarsi (qualcuno dice sostenere) il muro, e l’altra invece come richiusa dietro la schiena, quasi fosse ferita o soffrisse di una qualche umana difficoltà.
Questa posa, indecisa tra il volare via ed essere invece attirato verso il basso ed ancorato al mondo terreno, suscitò non poche polemiche da parte del popolo romano al punto che perfino Pasquino derise l’opera dello scultore con i seguenti versi: “ Vorrei volare al pari d'un uccello ma qui fui posto a fare da puntello! “ Alcuni ritengono che la statua sia un’allegoria della Dea alata della Fama. Sembrerebbe che il Papa Alessandro VII non gradì quell’angelo e negò il denaro per proseguire a scolpirne un secondo. Sarà andata così ? Forse sì o forse è vera la leggenda che vuole che l’artista deluso ed amareggiato dalle critiche mandò a dire al pontefice: “Al papa l'angelo non piace? E allora l’altro se lo facesse da solo !”.
In un modo o nell’altro l’angelo di Sant’Andrea della Valle rimase tutto solo fino ai nostri giorni a guardare dall’alto i romani ed i turisti passare sotto di lui. Sapendo la storia di quest’angelo, così tanto vituperato e così poco accettato, forse la prossima volta che passeremo lì sotto, alzeremo gli occhi al cielo e molto empaticamente gli manderemo un cenno di assenso e di apprezzamento perché possa da lì continuare a vegliare su di noi.

DOVE

Basilica di Sant’Andrea della Valle - Piazza Vidoni 6